giovedì 11 settembre 2014

Un camaleonte del web: Mario Adinolfi

In Wikipedia leggevo: giornalista, politico, giocatore di poker e blogger italiano.
Io aggiungo: una buona forchetta, padre e marito, generazione 70, provocatore, un po' orso e romanissimo.
Sto parlando di Mario Adinolfi, secondo tra i più noti blogger politici dopo Beppe Grillo... anche se per questo Adinolfi non si smuove, anzi dice: “Mi sento orgoglioso. Dodici anni prima del boom di Grillo mi candidai a sindaco di Roma con il simbolo della chiocciola di internet e un movimento fatto solo di ragazzi che si chiamava Democrazia Diretta. Era il 2001, un po' troppo presto. In Italia i blog non erano di fatto ancora arrivati. Io stesso aprii il mio nel 2003. Contento di essere stato profetico sul ruolo del web nella politica. E contento anche di essere stato copiato con successo da parte di Casaleggio e dei suoi”. Sostenitore di un'Italia dei giovani, Adinolfi insegna in prima persona che per parlare con le persone dell'era digitale bisogna sapersi vestire di nuovo, conformarsi a un nuovo linguaggio e non tirarsela. Sul suo blog non ho niente da dire, mi soffermo però sul personaggio, un blogger da imitare, uno che appena legge la richiesta di intervista di una qualunque non si tira indietro, fedele al blogging per quello che deve essere: confronto, aggregazione e socialità.
“Siamo gente che ha sviluppato un concetto del tutto nuovo dell'amicizia e ha ingaggiato battaglia su alcuni temi. A me piace dire una frase che è il contrario di quella resa celebre da Giorgio Gaber: la mia generazione ha vinto. Se ci pensate è proprio così”.
Io vi lascio un assaggio, per chi non lo conoscesse mando un invito ad avvicinarsi, perchè Adinolfi è Adinolfi. Punto.





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