martedì 16 settembre 2014

Custom? Mica è un crimine!

Maurizio Romelli è un giovane avvocato, blogger e appassionato di custom. Dopo una breve esperienza professionale come blogger (“in particolar modo per ragioni promozionali”) presso uno Studio Legale milanese, la sua mente viene assalita dal pensiero che esiste una grossa lacuna di risorse online sul rapporto legge-custom e tra sé e sé pensa: 'Perché non aprire un blog tutto mio in cui analizzare le norme che interessano i biker?'. 
E così Law & Choppers fu!
Il blog ha una grafica carina e soprattutto un layout molto pulito che concentra l'attenzione del lettore sui contenuti densi e di settore. “Law & Choppers” è un blog che si rivolge a una fetta precisa di utenti, ossia agli appassionati della personalizzazione motociclistica; le domande dei lettori ruotano sempre attorno agli argomenti caldi della materia: revisioni, immatricolazioni, assicurazioni, portatarga, scarichi, ecc. Punto focale del discorso è soltanto uno: la normativa di settore è in Italia talmente lacunosa e mal redatta che, inevitabilmente, finisce per creare una marea di dubbi e indecisioni; sotto questo profilo, si potrebbe pensare che un addetto ai lavori (sia esso un Avvocato, un esponente delle FdO, un funzionario della Motorizzazione) sia informatissimo sulla materia e conosca a fondo tutte le norme che la disciplinano. In realtà non è affatto così: la complessità è tale che nemmeno queste figure riescono a possedere piena dimestichezza normativa, malgrado possano certo muoversi con maggiore sicurezza rispetto all’utente comune nella selva delle disposizioni applicabili”.
E allora, che bello scoprire che il mantra delle case costruttrici, specialmente italiane, del “se non è originale è pericoloso” si può rivedere da un'angolazione differente, basata su normative che la maggior parte di noi non conosce; che bello poter constatare che “non ci si è mai curati del fatto che modifiche realizzate da chi di dovere possono addirittura implementare la sicurezza dei veicoli, così come si sono sempre sottovalutate le potenzialità economiche del settore custom, nonché l’innegabile vitalità artistica, tecnica e prettamente artigianale della custom culture in generale. Risultato? I qualificatissimi e stimatissimi produttori italiani di accessori trovano la maggior parte dei loro clienti all’estero e i customizer sono costretti a omologare le proprie creazioni fuori dall’Italia, a indubbio detrimento di una fetta di produttori e operatori che potrebbero semplicemente creare reddito nel nostro Paese. L’importanza del custom è invece pienamente compresa all’estero, perché rappresenta un settore talmente trasversale da poter generare benessere in più ambiti: l’industria, l’artigianato, la cultura non possono che avere benefici da un settore così variegato, dinamico e istrionico".
Per un parere qualificato redazionelawandchoppers@gmail.com




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